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Raffreddori, tosse e otiti medie (più facilmente quelle sierose) sono una combo che mantiene in scacco molti bambini in tenera età e che mette in difficoltà, nelle proprie scelte, sia genitori che medici.

Le recidive e i fastidiosi sintomi mettono in difficoltà il normale svolgere della vita di bambini e genitori.

Nella maggior parte dei casi, il fattore tempo non viene mai calcolato e tal volta neanche questo sembra bastare (raffreddori e OTA – otite media acuta – hanno una durata dai 3 gg ad una settimana con risoluzione spontanea) ed è proprio a quel punto che sembra dover attuare rimedi drastici, per far sparire i sintomi e rendere tranquille le nostre giornate e quelle dei bambini stessi.

La prima cosa che dobbiamo ricordare, o renderci conto, è che i sintomi sono il risultato delle strategie attuate dai corpi dei nostri figli per interagire con il mondo. La campana di vetro, prima con il grembo materno, poi con tutte le attenzioni del primo anno devono scemare perché sarà proprio questa lotta interna tra self e non-self che gli garantirà una vita in salute (salute come mantenimento dell’equilibrio; Omeostasi = Capacità degli organismi viventi di mantenere un equilibrio interno pur nel variare delle condizioni esterne).

Accettato questo aspetto vorrei specificare una frase del dottor Antonio Clavenna, Responsabile, Unità di Farmaco-epidemiologia del Laboratorio per la Salute Materno Infantile - Dipartimento di Salute Pubblica IRCCS - Istituto di Ricerche Farmacologiche "Mario Negri" di Milano che alla domanda di “Come si cura il raffreddore nel bambino” ha risposto laconico “Sicuramente non con i farmaci”, aggiungendo “Il raffreddore è una malattia che guarisce spontaneamente nel giro di una settimana, quindi basta aver pazienza e lasciare che faccia il suo corso”.

Tra le indicazioni non vediamo alcun effetto collaterale, nel rispetto del bambino e del suo organismo.
La pulizia del naso è fondamentale, la stagnazione è terreno fertile per la cascata infiammatoria, quindi consiglia di pulire il naso più volte durante la giornata; una pulizia si può effettuare con soluzione fisiologica con una siringa (perfetta una siringa senza ago con 5-10 ml di soluzione per narice: l’importante è spingere sullo stantuffo piuttosto velocemente, così da esercitare una pressione che aiuta la rimozione delle secrezioni”. Prima di iniettarla, conviene scaldare un po’ la siringa con la mano, perché l’acqua fredda potrebbe dar fastidio al bambino; “In mancanza della fisiologica, può essere d’aiuto anche la semplice acqua del rubinetto tiepida, da far inalare al bambino mentre gli si lava il viso” aggiunge Alberto Villani, Responsabile di Pediatria Generale e Malattie infettive dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma).

L’alternativa più conveniente è acquistare un flacone più grande di soluzione fisiologica “oppure preparare una soluzione ‘casalinga’ con acqua e sale (90% di acqua e 10 % di sale) bolliti e lasciati raffreddare” suggerisce Giovanni Cavagni, allergologo pediatra, già Responsabile dell’Unità Operativa di Allergologia Pediatrica dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma.

Oltre ai lavaggi nasali, si può fare l’aerosol di soluzione fisiologica, dal momento che il vapore aiuta a sciogliere le secrezioni. Diversi studi hanno confermato che farmaci nell’aerosol, mucolitici o altro non hanno indicazioni per il muco prodotto da un banale raffreddore (che non hanno alcuna documentata efficacia) ma che vengono utilizzati in malattie specifiche.

Anche altri farmaci comunemente usati per il raffreddore hanno dimostrato scarsa efficacia, oltre a possibili effetti indesiderati. Spray e gocce nasali ad azione vasocostrittrice sono vietati sotto i 12 anni. Cortisonici in spray senza evidenze scientifiche per la medicina restano inutili per il raffreddore generico ma utili nel caso di raffreddore da allergia. “Per il raffreddore causato da virus non solo non hanno alcun effetto, ma, dal momento che il cortisone è un immunosoppressore, si rischia anche di allungare la durata della malattia, poiché si impedisce al sistema immunitario di compiere il suo dovere” spiega il farmacologo Clavenna. Qualsiasi caramella o pastiglia può avere un effetto lenitivo locale, dovuto al fatto che si produce saliva e si umidifica la gola. Sollievo momentaneo, basta non eccedere con l’uso se contengono zucchero. Umidificare gli ambienti; è bene regolare allora il termostato dei caloriferi a temperature più ragionevoli e adoperare umidificatori per ambienti, almeno nella stanza dove dorme il bambino. Offrirgli spesso da bere. L’assunzione di liquidi è molto utile per rendere fluido il muco e liberare il naso: se il bambino è allattato, conviene offrirgli il seno più spesso, se è già svezzato, dargli da bere acqua o bevande tiepide. Oltre al fatto che la maggior parte di funzioni dell’organismo avvengono tramite l’acqua in un ambiente giustamente idratato (virus e altri patogeni tendono a disidratare il corpo come ambiente ideale per il loro intervento).
Logicamente, ogni caso è a se e non vogliamo certo sostituirci a nessuno specialista, ma le evidenze sono chiare e il suggerimento è quello di applicare accortezze secondo coscienza e valutarne gli effetti sul bambino, prima di giungere ad antibiotici e cortisonici (in genere seconda scelta dopo i primi farmaci fallaci consigliati).

Dal mio punto di vista, osteopatico e da studioso di medicine naturali, vorrei aggiungere altre informazioni per fare chiarezza per esempio rispetto all’anatomia nel bambino.

Nel bambino fino ai 7 anni la tromba d’Eustacchio è aperta, corta e orizzontale e lunga incirca meno di 1 cm (pensiamo a questo valore per capire di cosa stiamo parlando, un canale aperto e della dimensione inferiore ad un unghia!), nell’adulto risulterà molto più stretta e allungata, circa 2,5 – 3 cm; questo permette ai batteri e ai virus di penetrare e rimanere nell’orecchio medio con maggiore facilità; sono, altresì, più strette e meno rigide, quindi più soggette a ostruzioni e per esempio le adenoidi, ovvero le strutture ghiandolari collocate nella parte alta del retro della gola vicino alle trombe di Eustachio, nei bambini sono più grandi e possono interferire con l’apertura delle stesse. Va da se che ogni infezione che abbiamo a livello delle fosse nasali (rino) o nella gola (faringe) nella fase massima interferisce sui tessuti limitrofi ed aumenta e dilaga la sua cascata infiammatoria. Va da se che scorretti trattamenti sul bambino non aiutano le proprie difese immunitarie ma ne condizionano l’affaticare dei propri sistemi autoimmunitari. Ed è per questo che i bambini presentano infezioni all’orecchio con maggiore frequenza prima dei quattro anni d’età.
Conoscendo questa anatomia possiamo capire il perché della triade su scritta, allora:

  • Pulizia del naso ripetuta, aiutata anche con lavaggi di fisiologica dove possibile
  • Idratazione costante (allenare il bambino nel “bere” acqua; molto più facile che fargli fare dei compiti)
  • Controllare l’alimentazione (ci sono molti cibi che oltre ad essere pro-infiammatori sono anche stimolatori endogeni di muco e che perpetuano la cascata infiammatoria; inoltre ci sono altri alimenti che invertono questo processo e che in un organismo equilibrato aiutano alla stimolazione delle difese)
In questa condizione l’osteopata si presenta come filtro per le condizioni per cui ci siano delle recidive o risulti difficile una gestione da parte della famiglia, e non di meno, prima dell’uso di cortisonici o antibiotici sotto consiglio di uno specialista:
  • Valutazione dello status enterico (l’intestino presenta il 70% delle difese immunitarie, va da se che ogni condizione di alterata fisiologia influisce negativamente sulle possibilità autoindotte del bambino)
  • Valutazione dello status stomaco-esofago-cervicale (consigli specifici sulle abitudini, indicazioni dell’alimentazione e ristabilire un equilibrio viscero-somatico può far evitare che residui gastrici possano risalire e infiammare costantemente la rinofaringe e perpetuare gli stati infiammatori, specie nella fase notturna o post-prandiale)
  • Stimolazione dei sistemi autoimmuni e di drenaggio (l’Osteopatia in ambito Cranio-Sacrale e l’approccio al modello Neurovegetativo offrono ampia gamma alla stimolazione o all’eliminazione di blocchi nel sistema immunitario e alla naturale eliminazione delle espettorazioni)

Far bere acqua, aggiungere frutta alle merende, fare attenzione all’uso della vitamina C e mettere un cuscino sotto la testa del vostro bambino, possono controbilanciare un uso inappropriato di cortisone?

Ft. D.O. EMN Lorenzo Luchetti
cell: +39 328 6219952
sito: www.osteopatialuchetti.it
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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