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Lo svezzamento del bambino ha inizio, di solito, intorno ai 6 mesi quando è in grado di mantenere la posizione seduta al seggiolone e un buon sostegno del capo senza troppi sforzi visto che è importante che il bambino non venga alimentato stando in braccio.

Il passaggio alla pappa sarà possibile rispetto alla maturazione neurologica del sistema digestivo e dall’evoluzione delle abilità motorie orali. L’eruzione dei denti ha inizio generalmente dal 7° mese e permetterà al bambino di mordere, diventando così più attivo e partecipe nei confronti delle funzioni alimentari.

Per procedere allo svezzamento è bene che il bambino mostri interesse nei confronti del cibo e che riesca a manipolarlo, prenderlo e portarlo alla bocca autonomamente, è utile a questo scopo, che il bambino abbia un suo cucchiaio durante il pasto, oltre a quello usato dall’adulto senza temere che si sporchi per favorire lo sviluppo di abilità motorie e sensoriali.

Il bimbo deve essere libero di pasticciare col cibo per collegarlo a un momento positivo e divertente della sua giornata; se si dovesse sporcare è meglio che venga pulito con tovaglioli o bavaglini anziché con salviette umidificate perché queste potrebbero alterare o nascondere odori e sapori del cibo, modificando la sua esperienza, per evitare invece che si irriti o sviluppi una ipersensibilità nella zona orale, è bene che venga tamponato, senza strofinare.

Sia che si proceda con lo svezzamento tradizionale che con l’autosvezzamento è preferibile dare al bambino piccole porzioni di cibo per verificare che sia in grado di gestirle al meglio e per evitare che si senta soffocato da un boccone eccessivo e soprattutto, dargli tempo per assaggiare nuovi sapori e reagire adeguatamente a nuove consistenze. La pappa dovrebbe arrivare alla bocca con un cucchiaino di metallo non troppo grande in modo da favorire la chiusura mandibolare, dal basso verso l’alto e di taglio in modo da aiutare le labbra nella prensione.

Se abbiamo detto che il bambino, in questo momento, è in grado di stare seduto al seggiolone stabilmente, la stesa stabilità non è propria della mandibola che ancora fatica nei movimenti piccoli e raffinati. Possiamo aiutare la stabilizzazione della mandibola inserendo i liquidi dal bicchiere. Infatti già intorno ai 6 mesi il bambino è in grado di bere dal bicchiere e farlo lo aiuta a tenere la mandibola stabile e aperta per accogliere il bicchiere e se all’inizio le labbra resteranno aperte e l’acqua scorrerà a fiumi, il bambino imparerà rapidamente i movimenti coordinati di lingua, labbra e mandibola per diminuire le fuoriuscite. Si consiglia l’assunzione di liquidi prima o dopo il pasto per favorire una deglutizione sicura. Ovviamente sia i bicchieri che le posate vanno scelte di una grandezza adeguata alla dimensione di bocca e mani del bambino.

Non fermatevi davanti al primo no perché il bimbo, per accettare un nuovo sapore, ha bisogno di assaggiarlo tante volte. La presentazione di gusti, colori, diverse consistenze di cibi e di liquidi consentono al bambino di sperimentare, conoscere, accettarli a livello sensoriale evitando così durante la crescita possibili rifiuti e selettività nella scelta degli alimenti soprattutto se non noti.

Crescendo e variando l’alimentazione, la bocca, e con essa labbra e lingua, si fanno più specializzate, così come la deglutizione. Le consistenze dei cibi sono strettamente collegate alle capacità prassiche orobuccofacciali finalizzate al linguaggio perciò, visto che per la masticazione sono indispensabili cibi solidi, si consiglia di iniziare presto a proporre cibi non omogeneizzati.

L’alimentazione deve costituire un’esperienza di piacere per il bambino, per questo motivo dovrebbe essere il più possibile condivisa con il resto della famiglia, senza distrattori quali TV accesa o cellulari, rendendo quindi preferibile che il bambino mangi a tavola con gli altri anziché prima o dopo è preferibile, inoltre che non duri più di 35/40 minuti dopo i quali si sentirebbe affaticato e poco concentrato.



Marta Piva

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