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Contatto. La prima relazione con il mondo

La nostra vita ha una consecuzio temporum in stretta relazione con il nostro dentro e fuori.

Ogni essere umano è il risultato di ciò che oggi è e di ciò che è stato, interagendo con gli ambienti, relazioni umane e contesti sociali in cui si trova e si è trovato. Il suo stare bene è un complesso compromesso tra agenti interni, "chi e che cosa è", e agenti esterni, il "proprio adesso, il come e il perché".

La nostra pelle rappresenta l’involucro e, al contempo, il canale relazionale del nostro noi con il resto dell’universo. Barriera strutturale per il contenimento del “noi”; distinzione semantica necessaria per potersi gustare soggettivamente quell’interezza a cui torneremo.

Ma per poterci accordare con questo mondo, abbiamo bisogno di un carrier sistemico che ci aiuti a regolare il sistema, prima dell'avvento della coscienza e della sua strutturazione. Quando gli occhi non sono maturi, il suono non ci orienta e mentre il gusto prende il peso di cosa ‘si’ e cosa ‘no’, il "contatto" rappresenta il Virgilio dantesco di ognuno di noi, c'accompagna in questo nuovo mondo al di fuori del grembo materno. E microscopicamente un ormone e neurotrasmettitore svolge questa funzione fondamentale, l'Ossitocina.

Il contatto manuale, la pressione lieve e la stimolazione meccanica e termica della cute costituiscono una parte integrante delle relazioni umane, indipendentemente dall’età e dal genere.
Tutti i tipi di terapia manuale prevedono il contatto fisico con il paziente. Qualsiasi terapia che comporti un delicato contatto cutaneo implica l’attivazione di una reazione psicofisiologica fondamentale, in risposta all’attivazione dei nervi sensitivi cutanei. Probabilmente questo modello di reazione fondamentale è molto antico dal punto di vista evolutivo ed è antitetico alla risposta di combattimento e fuga e alle altre reazioni difensive (Cannon 1929, Selye 1976).

ben noto che la liberazione dell’ossitocina avviene durante il parto e in risposta alla suzione (negli animali che producono latte) e al rapporto sessuale. L’ossitocina può anche essere liberata in risposta ad altri tipi di stimolazione sensitiva piacevole e non dolorosa (stimolazione su esperimenti di laboratorio rispetto al delicato accarezzamento e livelli di ossitocina, Stock & Uvnäs-Moberg 1988, Uvnäs-Moberg e coll. 1993).
L’allattamento al seno è associato a una liberazione discontinua e intervallata di ossitocina nella circolazione, avente lo scopo di stimolare l’eiezione del latte. Contemporaneamente l’ossitocina viene liberata all’interno del cervello materno allo scopo di indurre adattamenti fisiologici e comportamentali (Jonas e coll. 2008a, b). Durante l’allattamento la madre prova piacere e un senso di benessere (la stimolazione può essere percepita differentemente ma i risultati fisici sono i seguenti): si riducono i suoi livelli di ansia e aumentano le sue competenze sociali. Il benessere, riduzione di ansia e modifiche al comportamento sociale possono essere ricondotte dalla combinazione in alcune zone del sistema nervoso centrale del rilascio di dopamina e ossitocina.

Viene inoltre evocato un modello antistress che si riflette in una caduta dei livelli di cortisolo e della pressione sanguigna: ciò indica una correlazione tra la suzione e la riduzione dell’attività lungo l’asse HPA (ipotalamico-ipofisi-surrenalinico), oltre che in quegli aspetti del sistema nervoso simpatico che contribuiscono alla regolazione della pressione sanguigna (Amico e coll. 1994, Johansson e coll. 2009, Jonas e coll. 2008, Nissen e coll. 1996). La suzione è altresì accompagnata dall’aumento dei livelli di alcuni ormoni gastrointestinali (ad esempio insulina, gastrina e CCK) conseguente all’attivazione dei neuroni pregangliari vagali (Uvnäs-Moberg 1996).

Questi dati ci suggeriscono relazioni ataviche, evidenti negli abbracci tra amanti e mamma-figlio ma complessi per un razionale numerico.

L’effetto del massaggio sull’uomo è stato studiato in numerose sperimentazioni controllate. Field (2002) ha dimostrato che il massaggio determina effetti benefici sia nell’uomo che nella donna, sia nel bambino che nell’adulto; ha inoltre un effetto ansiolitico e antidepressivo, promuove l’interazione sociale e aumenta l’attaccamento tra individui. Il massaggio riduce anche i livelli di cortisolo. I neonati prematuri che ricevono massaggi aumentano di peso e sviluppano più velocemente dei lattanti appartenenti al gruppo di controllo. In altri studi è stato dimostrato che il massaggio induce benessere, riduce l’aggressività e aumenta l’interazione sociale positiva nel contesto prescolare, e migliora il rapporto tra il personale e i pazienti (Field 2002, Von Knorring e coll. 2009).
In sintesi, il massaggio sembra indurre gli stessi effetti che possono essere ottenuti altrimenti, ad esempio mediante la stimolazione sensitiva non dolorosa nell’animale, con la somministrazione di ossitocina nell’animale e nell’uomo, con l’allattamento al seno o con il contatto cutaneo, e con la marsupioterapia nei genitori e nei lattanti.
Tutto questo può rappresentare una base convincente per ipotizzare un’attivazione del sistema ossitocinergico cerebrale tramite il massaggio.

Ma per i meno avvezzi alle parole, quelli a cui piacciono le liste o le tabelle, lascio la seguente nota.
Nel contatto, quello lieve o per lo meno al di sotto di una soglia dolorifica, abbiamo la seguente cascata fenomenologica (scientificamente razionalizzata e modulati dalle fibre C-tattili, CT):

  • Stimolazione comportamento sociale
  • Riduzione livelli di ansia
  • Innalzamento della soglia di dolore
  • Senso di benessere
  • Riduzione pressione sanguigna
  • Vasodilatazione dei vasi cutanei
  • Aumento funzionalità del sistema endocrino del tratto gastro-intestinale

E questa ultima parte è il consiglio che do ai miei amici, neomamme e neopapà, che spesso non ci si capisce durante un pranzo, una cena o in un incontro veloce ma che se leggete di seguito risulta tutto più semplice, con lo stesso affetto con cui mi dedicherei a voi.
Per 5 minuti (e ne dico cinque per non intendere un secondo di meno) di massaggio dolce sul petto o sulla pancia, sono stati descritte queste modificazioni:

  • Riduzione pressione sanguigna e frequenza cardiaca (Araki e coll. 1984; Kurosawa e coll. 1995)
  • Riduzione insulina, gastrina, somatostatina (Uvnäs-Moberg 1992)
  • Aumento ormone della crescita, per i piccolini, mentre stimolazione variazioni di peso nell’adulto (Pauk e coll. 1986, Van Oers e coll. 1998)
  • Aumento della sedazione e della soglia nocicettiva (Agren e coll., Holst e coll., Kurosawa e coll., Uvnäs-Moberg)
  • Miglioria dell’apprendimento

La produzione di ossitocina che interviene in questi fenomeni ha bisogno di essere esposta a intervalli ripetuti per mantenerne alto il livello funzionale (mamme non state troppo tempo lontani dai piccoli o per lo meno intensificate il contatto, o perché no, anche solo il massaggio). Questi 5 minuti per esaltare le capacità del bambino di tenere sotto controllo lo stress, essere più sociale e meno ansioso (Champagne & Meaney 2008) e per esempio mantenere in età adulta la pressione sanguigna a livelli bassi (Holst e coll. 2002).

In soldoni, l’ossitocina viene liberata sia nella madre che nella prole in risposta alla suzione e al contatto cutaneo. Viene inoltre rilasciata in entrambi i partner durante il rapporto sessuale (Murphy e coll. 1987). Questa sostanza prodotta sistematicamente instaura un attaccamento che si verifica anche tra il maschio e la femmina nelle specie animali capaci di sviluppare legami di coppia. Il benessere e i ridotti livelli di ansia e di stress riconducibili all’azione dell’ossitocina contribuiscono a mantenere vivo l’attaccamento, infatti alcuni di tali effetti sono di breve durata e necessitano di un rinforzo per poter essere mantenuti.

Ergo, state vicini, fatelo spesso (non solo lo “stare vicini”) e non lesinate alcun tipo di contatto specie nella vostra cerchia di persone speciali.

D.O. Lorenzo Luchetti

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